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22 e 23 novembre visite guidate gratuite al Collegio Antonianum di Padova

19 novembre 2013

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Da Cult Venezie un invito per le pro loco padovane: nell’ambito di Restauri Aperti, il 22 e 23 novembre è possibile effettuare visite guidate gratuiteal Collegio Antonianum, uno dei più importanti cantieri di restauro in corso a Padova.

Venezie e l'Italia sono un cantiere di innovazione. Restauri Aperti, una delle sezioni in cui si articola CulT Venezie, intende evidenziare alcuni grandi progetti già in fase di realizzazione: oltre ai workshop e seminari all'interno del Terminal San Basilio, il programma "off" offre la possibilità di partecipare a visite guidate in alcuni tra i cantieri di restauro più all'avanguardia attualmente attivi in laguna e nel territorio.

Tra questi, uno dei più interessanti è quello del Collegio Antonianum a Padova: un complesso edilizio di pregio risalente ai primi del Novecento, attualmente oggetto di un progetto di riqualificazione e nuova fruizione.

Le visite sono in programma venerdì 22 novembre alle ore 15 e 16.30 e sabato 23 novembre alle ore 12; sono gratuite ma è obbligatoria l’iscrizione via mail all’indirizzo viviana.cattelan@nordesteuropa.it o sul sito www.veneziecult.it

Avvertenza: il cantiere prevede nella visita la salita ad un ponteggio per il quale è consigliato l’accesso solo a persone che non soffrono di vertigini. Ai visitatori verrà chiesto di firmare un modulo di sicurezza.

 

Il Collegio Antonianum

Il Collegio Antonianum, con una superficie complessiva lorda di circa 11.500 mq e un giardino storico di 3.000 mq è un complesso edilizio di pregio costituito da un corpo monumentale in stile liberty edificato nel primo decennio del novecento e 3 ulteriori corpi laterali di epoca più moderna di cui un’opera degli architetti Miozzo e Mansutti. L’intervento integrale di riqualificazione e restauro ha avuto un duplice obiettivo: in primo luogo capire, in maniera critica, come un giovane di ventidue anni (il progettista Gino Peressutti 1883-1940) abbia potuto in un anno e due mesi, posa della prima pietra il 5 settembre 1905 ed inaugurazione il 4 novembre 1906, costruire un edificio su tre piani, riccamente decorato di ben mq 7.150; in secondo luogo definire come intervenire sull’edificio cercando di garantirne l’integrità materica in modo da trovare una nuova fruizione compatibile con i luoghi e consentire la valorizzazione dei suoi contenuti culturali.

Il direttore dei lavori arch. Rebeschini racconta: «Ogni cantiere di restauro ha una sua storia, una storia in continuo divenire dove il testo - l’edificio architettonico - deve essere continuamente letto ed interpretato. Questo edificio ci è pervenuto ricco di letteratura ed interpretazioni tanto da creare un corpus granitico di certezze.

Il cantiere ci ha obbligati, invece, a rivedere il corpus granitico di certezze dove tecniche antiche e moderne convivono sapientemente in un rapporto sempre portato al limite. Da qui un continuo e proficuo aggiornamento del progetto. Questo intervento è la conferma che il dubbio, le contraddizioni, le aporie fanno del restauro una disciplina piena di risorse dove sono continuamente in gioco storia, memoria, scienza. Spesso le certezze del realizzato si hanno solo alla fine».

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